libro o film?

Sempre più spesso il cinema pesca a piene mani dalla letteratura, anche classica, alla ricerca di nuove idee e trame avvincenti. Ma è proprio una buona idea? Siete soddisfatti delle trasposizioni cinematografiche dei vostri romanzi preferiti? Per quel che mi riguarda spesso no, anche se devo ammettere che a volte ho scoperto bellissimi romanzi, di autori di cui ignoravo l'esistenza, proprio grazie al cinema. Un esempio su tutti: Quel che resta del giorno, con gli insuperabili Anthony Hopkins ed Emma Thompson, tratto dal bellissimo romanzo di Kazuo Ishiguro. Altre volte sono rimasta molto delusa, è il caso ad esempio de La versione di Barney, nonostante la presenza di attori del calibro di Dustin Hoffman e Paul Giamatti, che adoro entrambi! Ma non toccatemi il mio Barney Panofsky!! Lui non può avere la faccia di Paul Giamatti! Oppure sì?
Questi sono soltanto i primi esempi che mi saltano in mente pensando al binomio libri-cinema e risalgono ad alcuni anni fa, ma sono certa che nelle prossime settimane ci saranno interessanti novità sia al cinema sia in libreria sulle quali poter discutere insieme.



- I nostri ragazzi di Ivano De Matteo, liberamente tratto da La cena di Herman Koch
- Il velo dipinto di John Curran, tratto dal romanzo omonimo di W.S. Maugham
- Still Alice, tratto dal romanzo di Lisa Genova "Perdersi"
- "The end of the tour" di James Ponsoldt, tratto dal libro "Come diventare se stessi" di David Lipsky
Brooklyn di Colm Tóibín adattato per il grande schermo da Nick Hornby

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